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La responsabilità patrimoniale degli imprenditori

Recentemente nel nostro Paese è cambiata la legge fallimentare.

La riforma entrerà definitivamente in vigore il primo gennaio 2024 e introduce delle nuove responsabilità in capo all’imprenditore che siede nel consiglio di amministrazione delle sue società.

Mentre in passato la responsabilità dell’imprenditore era legata al gestire bene la sua azienda dal primo gennaio 2024 sarà responsabile anche di dotare la propria azienda di quella strumentazione contabile capace di ravvisare per tempo l’arrivo di una crisi.

In estrema sintesi dal prossimo anno, l’amministratore, alla guida della sua auto – azienda – dovrà dotarsi di un cruscotto con degli indicatori che dovranno segnalare se l’azienda è in grado di assolvere agli impegni futuri.

Attenzione perché, se non ci si dota di questo cruscotto, è a rischio il patrimonio personale dell’imprenditore, che invece fino ad oggi era nettamente diviso dal patrimonio aziendale.

Pertanto, quando l’imprenditore comunica tardivamente l’arrivo della crisi, quindi l’accensione di un indicatore, o non la comunica affatto perché magari non utilizza nel migliore dei modi tale strumentazione, e poi l’azienda dovesse andar male, anche se si tratta di una società di capitali i creditori della società avranno il diritto, se il patrimonio della società non è sufficiente, a rivalersi sulla prima casa sul conto corrente e sugli altri beni personali dell’imprenditore.

È molto importante quindi mettere in sicurezza il frutto del lavoro di una o magari anche più generazioni di imprenditori, separando nettamente il patrimonio che rimane all’interno della società, e quindi a rischio imprenditoriale, dal patrimonio che invece è entrato nella sfera personale e che quindi va messo in sicurezza.

Ma chi sono i professionisti che possono assistere l’imprenditore in questo delicato cambiamento?

Il commercialista, perché è certamente la figura più importante e di fiducia, in grado inoltre di dotare l’imprenditore di quel cruscotto, di quegli indicatori di anomalia che dovranno essere utilizzati per segnalare l’eventuale arrivo della crisi.

Il private banker, perché ha le soluzioni utili per mettere in sicurezza e rendere impignorabili i patrimoni liquidi dell’imprenditore.

Ad esempio, con le forme di previdenza complementare, i contratti di assicurazione sulla vita e nel caso di patrimoni un più articolati con il trust.

Il notaio, per proteggere il patrimonio immobiliare.

Separare dunque il patrimonio aziendale da quello personale diventa ancora più imperativo.