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Il passaggio generazionale

In Italia, circa l’85% delle imprese sono di tipo familiare, solo il 30% di esse sopravvive con la seconda generazione.

Partiamo da questo dato per dire che il ricambio generazionale è un processo complesso che va programmato per tempo, così da evitare che, da opportunità, si trasformi in problema. Esso deve quindi essere preparato col tempo, nel rispetto delle attese famigliari, delle aspirazioni e delle capacità della nuova generazione, in funzione di esigenze e prospettive aziendali.

Il passaggio generazionale modifica equilibri consolidati, aumenta il numero di soggetti coinvolti, modifica il loro potere decisionale e i pesi relativi di ciascuno nell’ambito della famiglia e gestirlo richiede una certa lungimiranza.  

In estrema sintesi il passaggio generazionale mira a:

  • tutelare l’integrità e il valore del patrimonio familiare in presenza di molteplici eredi con capacità, anche imprenditoriali, diverse;
  • tutelare il patrimonio familiare nei confronti di soggetti indesiderati dalla famiglia;
  • valorizzare il patrimonio familiare in caso di cessione totale o parziale a terzi delle attività in esso contenute;
  • ottimizzare il carico fiscale

Quali sono i beni coinvolti in un passaggio generazionale?

Solitamente:

  • Il patrimonio immobiliare ( civile, artigianale, commerciale o industriale ) posseduto personalmente o attraverso veicoli societari.
  • Le quote e partecipazioni in società di persone o di capitali, da soli o assieme ad altri soci, appartenenti al nucleo familiare o del tutto estranei ad esso;
  • L‘azienda condotta in forma individuale o come impresa familiare;
  • Altri beni mobili, come titoli e azioni quotate, obbligazioni, titoli di stato, quote di fondi comuni.
  • Altre proprietà come terreni e immobili.

Attenzione però perché il passaggio generazionale è soprattutto un problema di comunicazione e di relazioni tra persone e di conoscenza della posizione dei soggetti coinvolti.

Ad esempio in ambito aziendale possiamo avere l’imprenditore, che ha contribuito in modo decisivo alla formazione e allo sviluppo del patrimonio e deve destinarlo in chiave successoria, i figli interessati e capaci (ora o in futuro) di proseguire l’esercizio dell’attività imprenditoriale, i figli non interessati o non in grado di proseguire attivamente l’esercizio dell’attività imprenditoriale.

Programmare quindi per tempo il passaggio generazionale evita che un’opportunità si trasformi in problema.

Quali sono gli strumenti da utilizzare nel passaggio generazionale?

Successione, Donazione, Polizze assicurative (segregazione di patrimonio), Patti di famiglia, Affitto di azienda, Fondo patrimoniale, Trust, Intestazione fiduciaria

Le soluzioni ci sono ma come sempre diventano inefficaci se non programmate per tempo.