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l’ INPS un malato incurabile

Lo scorso Luglio è stato pubblicato il Rapporto Annuale INPS, un documento che fornisce informazioni sullo stato di salute della previdenza pubblica in Italia.

Cerco di fare una sintesi delle informazioni indicando quelli più significative nel tentativo di fornire un quadro della situazione del sistema pensionistico italiano.

Partiamo dalle pensioni erogate in Italia.

Al 31.12.2021 ci sono 22,8 milioni di lavoratori iscritti all’INPS e poco più di 16 milioni di pensionati che determina un rapporto,  tra lavoratori attivi e pensionati, del 1,42

l’INPS eroga quasi 21 milioni di prestazioni perché qualcuno beneficia sia della parte previdenziale che di quella assistenziale.

La parte previdenziale incorpora le pensioni pagate a fronte di contributi versati dal lavoratore, mentre la parte assistenziale è riconducibile al sostegno offerto dallo Stato a chi ne ha bisogno, a prescindere dal fatto che il beneficiario sia o meno un lavoratore.

L’importo mensile lordo erogato al pensionato italiano è di poco più di mille euro.

Detto ciò è importante capire:

  • Quanto spende INPS per tutte queste prestazioni?
  • Il sistema INPS si sostiene da solo?

Nel 2021 il totale delle entrate INPS ammonta a 486 miliardi di euro, a fronte di uscite per 484 miliardi di euro, con un saldo positivo di circa 2 miliardi.

Ma analizzando nel dettaglio questi dati emerge che le entrate contributive nell’anno 2021 sono pari a 236,9 miliardi, mentre le uscite dovute a prestazioni previdenziali si sono attestate a 274 miliardi, con un saldo negativo di circa 37 miliardi di euro.

Abbiamo visto prima che esistono altre voci di uscita che si aggiungono agli assegni previdenziali come ad esempio  le prestazioni assistenziali.

Per questa ragione, il gap raggiunge livelli maggiori richiedendo un intervento diretto dello Stato.

Nel corso del 2021 lo Stato Italiano ha versato nelle casse dell’INPS 145 miliardi di euro!!!

Ma questa situazione si ripete da anni e solo negli ultimi 5 ha trasferito circa 620 miliardi di euro!!

Inoltre negli ultimi anni la quota percentuale fornita dai contributi dei lavoratori è progressivamente diminuita attestandosi a circa il 60% delle entrate complessive.

E’ evidente che l’ INPS non è in grado di sostenersi autonomamente ma necessita del contributo pubblico e ad aggravare la situazione il trend demografico del nostro Paese.

Per queste ragioni dobbiamo chiederci: per quanto ancora lo Stato Italiano può sostenere il disequilibrio dell’INPS?

Nessuno lo saprà ma ognuno di noi ha lo strumento per iniziare a proteggersi almeno in parte #previdenzacomplementare