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Inflazione e guerra

Alcune strategie per affrontarle dal punto di vista finanziario

In questo periodo si sono presentati due fattori di cui non avevamo nessuna nostalgia!

Inflazione e guerra.

Vediamo assieme quali strategie possiamo adottare per limitare i loro effetti negativi dal punto di vista finanziario.

Partiamo dall’inflazione, in pratica una tassa che impatta negativamente sia sul reddito che sul patrimonio.

Sul reddito perché la maggioranza delle persone percepisce un reddito fisso e questo determina una inevitabile perdita di potere d’acquisto.

E sul patrimonio specie se fermo in conto corrente, basti pensare che con gli attuali ritmi di crescita dei prezzi 100.000 euro parcheggiati in conto costano in termini reali circa 560 euro al mese.

Ma attenzione perché anche le obbligazioni a tasso fisso, tanto amate dal risparmiatore italiano, sono esposte all’inflazione.

E quindi una prima strategia è quella di ridurre il peso degli asset a remunerazione fissa o addirittura assente come il conto corrente.

La seconda è di puntare agli investimenti collegati all’economia reale.

Comprensibile che parlare di equity in questo momento spaventa principalmente per due ragioni:

– la prima è collegata alla guerra e al rischio che il conflitto in Ucraina si protragga a lungo.

– la seconda per il timore che i mercati azionari reagiscano negativamente alla fase rialzista dei tassi di interesse annunciati dalla FED.

Ovviamente è normale che la guerra susciti nell’investitore paure e timori perché solitamente si collega questo evento a cadute significative dei mercati finanziari.

In realtà non è così automatica come osserviamo dal comportamento del mercato nelle vicende belliche degli ultimi 30 anni.

A questo aggiungiamo che anche nelle fasi rialziste dei tassi di interesse l’S&P500 ha messo a segno performance positive.

Tra il 1994 e il 1995, il bull market è stato del 20,50%.

Tra il 1999 e il 2000, del 13,70%.

Tra il 2004 e il 2007, del 51,15%.

Infine, tra il 2016 e il 2019, del 41,40%

Abbiamo quindi visto che un’esposizione azionaria nel portafoglio in questa situazione ha storicamente restituito del valore.

E in questa strategia è utile farsi aiutare dalla accumulazione periodica, che oltre ad essere un collaudato metodo per creare ricchezza,  è allo stesso tempo una modalità di migliore posizionamento sul mercato perché fatto con gradualità.

Ricordiamoci infine che proprio questi frangenti, quando i timori immobilizzano le scelte, sono la fonte dei futuri rimpianti … quando con il senno di poi ci si rammarica per non aver sfruttato le occasioni che si sono presentate.