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Excess Liquidity Fee: una nuova commissione bancaria

Una nuova commissione per chi ha liquidità in conto corrente?

Possibile? Dai sarà una Fake news!

A pensarci bene potrebbe essere scambiata per una fake news ma invece è verità!

Anzi alcuni Istituti di Credito hanno già iniziato ad applicarla alle imprese ( solo alle imprese per ora ) con liquidità rilevante sui propri conti correnti.

Una nuova commissione, denominata “Excess Liquidity Fee”, che si traduce in una penalizzazione per le imprese che detengono una liquidità rilevante sul proprio conto corrente, superiore ad 100.000 euro.

La scelta di introdurre la nuova commissione ha alcune motivazioni:

– Come conseguenza alla decisIone della Banca Centrale Europea (BCE) nel perdurare con i  tassi negativi di interesse, che penalizza gli Istituti di Credito, perché devono pagare alla BCE le proprie giacenze.

– I tassi negativi hanno sensibilmente ridotto il margine di intermediazione degli Istituti di Credito, con il risultato che non riescono a remunerare il costo del capitale, e costringendoli a inseguire i profitti perduti puntando sulle commissioni.

– L’elevato, e sopra la media Europea, rapporto tra i costi operativi e il margine di intermediazione ( Cost/Income ) delle Banche Italiane. Inizia infatti da qui la la corsa alla chiusura di numerose filiali, puntando alla riduzione dei costi operativi per compensare la diminuzione del margine di intermediazione.

Con la “Excess Liquidity Fee” gli Istituti cercano di riportare in equilibrio la situazione trasferendo sul cliente questi  costi.

La nuova commissione sicuramente ribalta lo scenario di considerare l’azienda “liquida in conto corrente” un soggetto virtuoso e che, in quanto tale, almeno non debba essere penalizzato.

Una commissione che nel panorama delle PMI, soprattutto di estrazione familiare, dove la propensione al risparmio delle famiglie italiane è vissuta anche in Azienda, sarà interpretata come un ennesimo costo che si aggiunge alle già elevate commissioni bancarie.

Sicuramente la nuova commissione porterà alcune imprese a cambiare il proprio interlocutore finanziario, “migrando” verso un istituto di credito che non la applica o abbia condizioni più favorevoli, ed a ridisegnare l’impostazione della propria tesoreria, prendendo in considerazione anche altre soluzioni.

A disposizione