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INVESTIMENTI ESG

Negli ultimi tempi, anche grazie a una maggiore sensibilità sul tema ambientale, sta crescendo l’interesse verso gli investimenti sostenibili e responsabili, sia da parte d’investitori istituzionali, sia da parte di risparmiatori privati.

Vediamo da dove partono e cosa sono.

Era il 1987 quando la Commissione Mondiale sull’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite hanno pubblicato il rapporto Brundtland in base al quale “lo sviluppo sostenibile è quello che consente la soddisfazione dei bisogni economici, ambientali e sociali delle attuali generazioni, senza compromettere lo sviluppo delle generazioni future”.

Anche se possiamo affermare che i primi investimenti di tipo sostenibile li troviamo già nel lontano 1928 nel fondo etico Pioneer Fund, un investimento di organizzazioni religiose che escludeva le imprese operanti nel settore dell’alcool, del tabacco e del gioco d’azzardo.

Ma a entrare nello specifico, nel 2005, sono stati i principi per gli investimenti responsabili dell’ONU, quando l’allora segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, chiese ai grandi investitori del mondo di elaborare i canoni per investire responsabilmente.

Un investimento cioè orientato al medio-lungo periodo che, nella valutazione d’imprese e istituzioni, integra l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo, al fine di creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso” quelli che oggi conosciamo come investimenti ESG-Environmental, Social and Governance.

Ambiente

L’analisi ambientale va a indagare se il soggetto economico in cui si vogliono investire i propri capitali è strutturalmente dipendente dai combustibili fossili, se ha un’impronta idrica elevata, se si è reso complice della deforestazione e se smaltisce correttamente i rifiuti.

Società

L’analisi sociale per verificare quali sono le condizioni di lavoro dei dipendenti, gli eventuali conflitti con la comunità locale, l’attenzione alla sicurezza sul luogo di lavoro e alla salute, la tutela delle diversità e i corretti rapporti interpersonali tra i dipendenti.

Governance

L’analisi sulla governance per verificare se i dirigenti intascano maxi-bonus sproporzionati rispetto agli stipendi dei dipendenti; se l’impresa è mai stata coinvolta in scandali legati alla corruzione; se ha aperto filiali offshore allo scopo, più o meno dichiarato, di eludere il fisco.

Ma non solo, escludere nelle proprie decisioni d’investimento alcuni settori come il tabacco o il gioco d’azzardo. Evitare quindi, più in generale, di rendersi complici di violazioni dei diritti dei lavoratori, di gravi danni all’ambiente e al territorio, di corruzione o di evasioni fiscali.