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I RISCHI DI UNA VITA PIU’ LONGEVA

Longevity Risk è il temine inglese che identifica il rischio di una generazione di pensionati più longeva e che rischia di sopravvivere al proprio reddito pensionistico e ai propri risparmi, un tema molto seguito in USA, in Giappone, in Inghilterra e nei paesi del Nord Europa, ma poco sentito e trattato nel nostro paese.

Un rischio che viene sottovalutato anche dal nostro cervello perché probabilmente ancora lontano, ma un rischio concreto quando gli interessati dalle riforme dei sistemi pensionistici toccheranno con mano la reale e concreta minaccia di sopravvivenza.

Un contesto, specie in Italia, che può essere solo aggravato dalla pandemia e dalla crisi economica, dalla precarietà dei contratti di lavoro, dalla disoccupazione, dalla precarietà dell’occupazione giovanile.

In questo scenario i giovani allungano la durata degli studi per avere maggiori specializzazioni e competitività nel mondo del lavoro, allontanando sempre più l’inizio di una propria capacità di risparmio.

E una volta occupati la situazione più comune è quella di avere un lavoro precario e mal retribuito con bassissima capacità quindi di risparmio.

Per coprirsi quindi dal longevity risk basterebbe accantonare anche delle piccole quote mensili, attraverso per esempio un fondo pensione, in modo da garantire delle risorse economiche adeguate a coprire un periodo di pensionamento più lungo.

Una soluzione abbastanza logica ma attuata da pochi perché il nostro sistema affettivo sovrasta quello cognitivo spingendoci a preferire una gratificazione immediata rispetto ad un investimento previdenziale.