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Rating e Outlook

#declassatoratingitalia

#iorestoinformato

Ieri Fitch, una delle tre più importanti agenzie di rating, ha declassato il rating dell’Italia da BBB a BBB- esprimendo preoccupazione per gli effetti della pandemia sull’economia e sullo stato della finanza pubblica italiana.

Al tempo stesso ha modificato l’outlook da “negativo” a  “stabile”, ritenendo gli interventi della BCE di supporto al miglioramento della situazione in Italia.

Il rating è una pagella della situazione finanziaria di un Stato, più è alto più è basso il rischio che un paese non possa pagare i suoi debiti. 

Il voto massimo è la tripla A scendendo poi AA, A, BBB, BB e B, e così via, fino alla D che indica lo stato di default.

Mentre l’outlook indica la previsione a medio e lungo termine su uno Stato, nella valutazione di rating che lo precede. Quando sentiamo che l’agenzia di rating ha “tagliato l’outlook” significa che l’agenzia ha tagliato le stime stime di crescita e non prevede un miglioramento per quel Paese.

Le opzioni possibili per l’outlook sono tre: positivo, negativo, stabile.

Il giudizio delle agenzie di rating è importante perché, dalla loro valutazione, ne conseguono le condizioni di accesso al credito da parte degli enti che vengono valutati e hanno un forte impatto sugli investitori dato che le obbligazioni emesse da uno Stato non possono essere acquistate per limiti di statuto da fondi pensione o da altri operatori istituzionali se hanno un rating  di non-investment grade.

Il requisito di rating “minimo” era attivo anche nei regolamenti del Quantitative Easing della BCE prima di essere modificato, da poche settimane e come risposta alla crisi Covid19, decidendo di acquistare titoli che hanno un giudizio “junk” e quindi non-investment grade.