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#iorestoinformato

In questi giorni si sente parlare spesso del crollo del prezzo del petrolio e alle opportunità di guadagno legate alla rivalutazione del suo valore.

Il Petrolio è un carburante fossile usato per il settore automobilistico, industriale, energetico, tessile e tanto altro ancora e si tratta di un bene davvero fondamentale e molto commercializzato.

Vediamo innanzitutto di fare una distinzione tra petrolio greggio, greggio West Texas Intermediate (WTI) e Brent.

Il petrolio greggio, quello non trattato, è come viene estratto in natura.

Il petrolio Brent, si riferisce al petrolio greggio leggero, estratto in Europa.

Il petrolio WTI, si riferisce al petrolio estratto in Texas, Stati Uniti.

Il prezzo del petrolio WTI e di quello Brent oscillano in continuazione e quindi investendo si può beneficiare delle fluttuazioni del prezzo stesso.

Le oscillazioni del prezzo possono essere sfruttate sia con posizioni lunghe, cioè quando il prezzo sale, sia con posizioni corte, quando il prezzo scende.

I primi fattori a influenzare il prezzo del petrolio sono la domanda e l’offerta. Ma trattandosi di una materia prima che influenza l’andamento dell’economia e delle industrie di tutto il mondo, è evidente che anche un trattato politico o una crisi economica possono influenzare il suo prezzo.

Ma come possiamo investire sul petrolio?

Attraverso i titoli azionari delle aziende legate al settore petrolifero, attraverso gli ETF ed i fondi d’investimento.

Per gli investitori, dunque, può sembrare una buona opportunità di investimento che bisogna però approcciare con molta cautela visto che, se un recupero di prezzo è in qualche modo prevedibile, non sono assolutamente definibili i tempi di recupero e ancor meno il percorso, che potrebbe non essere lineare esponendo così l’investitore alle conseguenze della volatilità dell’investimento.