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#iorestoinformato

Vediamo oggi alcune terminologie diventate a noi comuni come debito/PIL, debito pubblico, deficit.

Uno Stato spende per garantire servizi ai propri cittadini, per sostenere la propria crescita economica e i propri investimenti, per finanziare il proprio deficit quando cioè le uscite superano le entrate. Quando questo denaro viene chiesto in prestito lo Stato contrae un debito definito debito pubblico.

Lo Stato si indebita quindi con soggetti pubblici e privati, nazionali o esteri che vanno dal singolo risparmiatore alle imprese, alle banche, agli Stati.

Lo strumento finanziario più utilizzato per raccogliere il denaro, e quindi creare debito, è l’emissione di Titoli di Stato.

Abbiamo visto che uno Stato può indebitarsi anche per sostenere il disavanzo che si genera nell’anno finanziario  quando cioè le uscite superano le entrate.

Nelle uscite si considerano, la spesa pubblica e l’interesse sul debito.

L’Italia, per esempio, si trova sbilanciata per l’ammontare dell’interesse sul debito, infatti se consideriamo la sola  spesa pubblica a confronto con le entrate sarebbe in attivo. Questa particolare condizione si chiama avanzo primario.

Uno dei parametri più conosciuti nella valutazione di uno Stato è il rapporto debito/Pil. 

Cosa indica?

Il rapporto tra il totale del debito pubblico e il Prodotto interno lordo (Pil). In pratica il Pil è il valore totale dell’attività prodotta in un Paese nell’arco di un anno.

Nel nostro Paese il rapporto debito/Pil, che a inizio Anni 80 era intorno al 60%, esplode in soli dieci anni fino ad arrivare al 100% nonostante una buona crescita economica del Paese. Nel 1994 il debito pubblico italiano raggiunge il 124% del Pil, per arrivare all’attuale 134,8% del Pil.

Questo rapporto ci costringe a gestire con difficoltà le fasi di normalità economica/finanziaria figuriamoci le situazioni di stress o di emergenza come quella attuale.  

Ma vediamo assieme un video per capire come si è formato il nostro debito pubblico.

https://youtu.be/X7ngn9FGlaY