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A nessuno piace …

Prendo spunto dall’entrata in vigore del decreto del Ministero della Giustizia, che regola le modalità di iscrizione in via telematica degli atti di ultima volontà, per vedere due strumenti per pianificare la successione.

Testamento e Donazione.

Innanzitutto la tipologia preferita dagli Italiani per disporre del proprio patrimonio dopo la morte è il testamento olografo, pur rimanendo nel complesso un argomento tabù nel nostro paese per ovvii motivi dato che a nessuno piace parlare della propria morte.

Vediamo le principali differenze.

Testamento.

“Il testamento è un atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse”. Art. 587 c.c.

Tipi di testamento


Olografo: è la forma di testamento più semplice è sufficiente scrivere di proprio pugno le disposizioni di ultima volontà su qualunque foglio, datarle e sottoscriverle.

Pubblico: prevede la presenza di un Notaio il quale, alla presenza di due testimoni, metterà per iscritto le volontà dichiarate.

Segreto: poco frequente si tratta di un testamento di cui il Notaio e i testimoni ignorano il contenuto.


E’ utile ricordare che alcuni soggetti, figli coniuge e genitori, hanno diritto ad una quota di eredità della quale non possono essere privati detta legittima.

Donazione.

“È il contratto con il quale una parte (donante), per spirito di liberalità, arricchisce l’altra (donatario) disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione”. Art 796 c.c.


Può essere donato qualunque bene, purché si trovi nel patrimonio del donante e non sia un bene futuro, cioè che deve ancora venire ad esistenza.

A differenza della procedura testamentaria con la donazione è possibile trasferire il proprio patrimonio in vita.

Deve essere fatta con atto pubblico e alla presenza di due testimoni.

Le aliquote e le franchigie seguono ovviamente quelle previste in caso di imposta di successione.