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LA SETTIMANA FINANZIARIA IN PILLOLE

I listini globali hanno chiuso la scorsa settimana in rialzo con volumi ridotti per la settimana semi-festiva negli Stati Uniti.

A dare slancio ai mercati i segnali positivi sulla possibilità di un primo accordo tra Stati Uniti e Cina anche se poi, a fine settimana, la firma di Trump su una nuova legislazione a favore dei manifestanti ad Hong King ha fatto temere per una ritorsione da parte della Cina e una ripresa dei toni ostili tra i due paesi.

I titoli governativi chiudono con quotazioni praticamente invariate in Europa e negli Stati Uniti, con il Treasury decennale sostenuto dalla revisione al rialzo del dato sul PIL trimestrale.

Bene le indicazioni sugli ordini di beni durevoli, con segnali incoraggianti che mostrano una crescita robusta, dove invece gli analisti indicavano una contrazione.

Il cambio USD/EUR rimane invariato mentre la sterlina guadagna contro entrambe in quanto influenzata dai sondaggi sulle prossime elezioni che evidenziano il netto vantaggio del partito conservatore, visto come garante di un programma più chiaro riguardo a Brexit.

Il prezzo del greggio chiude in ribasso con i dati su scorte in rialzo negli Stati Uniti e con le dichiarazioni dell’Arabia Saudita che ha criticato gli alleati che non rispettano il programma di tagli tanto da far temere un fronte meno coeso alla riunione dell’ Opec allargata.