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LA SETTIMANA FINANZIARIA IN PILLOLE

La scorsa settimana le Borse mondiali hanno chiuso in rialzo, anche se i guadagni non sono stati particolarmente elevati.  

Continuano comunque ad arrivare diverse indicazioni negative sull’andamento dell’economia, dagli Usa gli ordini di beni durevoli hanno registrato una flessione maggiore delle attese, mentre in Europa l’attività manifatturiera non ha mostrato alcun segnale di ripresa e di conseguenza anche la fiducia dei consumatori ha registrato una contrazione maggiore del previsto. In questo scenario sarà importante l’atteso rasserenamento nella guerra sui dazi tra Stati Uniti e Cina, poiché le manovre straordinarie annunciate dalle Banche centrali potrebbero non essere sufficienti a sostenere l’economia e le Borse.

Ultima riunione da governatore di Draghi in BCE con la decisione di lasciare tutto invariato e quindi con i tassi ufficiali a zero e quelli sui depositi a -0,5% e dal 1° novembre con la ripresa  degli acquisti di titoli per 20 miliardi di euro al mese.

In Italia si continua a parlare di manovra,  la scorsa settimana il governo ha dovuto rispondere alle richieste di chiarimenti della Commissione europea sulla nostra finanziaria perché non rispetta i paletti fissati per ridurre il debito nel 2020. Dubbi anche dall’agenzia di rating Moody’s, che ritiene eccessivo il dato previsto sul recupero dalla lotta all’evasione indicando inoltre nella bassa crescita e nell’alto debito i due punti strutturali da sempre critici di ogni manovra Italiana.