Premi "Invio" per passare al contenuto

LA SETTIMANA FINANZIARIA IN PILLOLE

La scorsa settimana è stata caratterizzata da dati macroeconomici poco incoraggianti che hanno rispecchiato le difficoltà dell’economia mondiale. Dagli Usa le vendite al dettaglio sono scese a dispetto delle attese di crescita, dalla Cina il dato sulla ricchezza del Paese nel terzo trimestre è stato il più basso degli ultimi 27 anni e dalla Germania le previsioni sul futuro dell’economia sono ulteriormente peggiorate.

A pesare inoltre sull’economia globale non dimentichiamo la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina. La trattativa ha dato indicazioni contrastanti e pertanto sul futuro dell’accordo ci sono ancora dubbi che non tranquillizzano certamente i mercati. Tema Brexit, con la settimana caratterizzata dalle notizie sull’accordo tra Regno Unito ed Europa e sull’uscita “ordinata” del Paese dall’Unione.

Note positive dai conti trimestrali, soprattutto da parte delle società americane che, per la maggior parte, hanno presentato risultati superiori alle attese di mercato.

Resta l’allarme del Fondo monetario internazionale (Fmi) sullo stato di salute dell’economia mondiale e sulla sua stabilità finanziaria. Il Fmi ritiene debole la crescita dell’economia mondiale, individuando come  causa principale l’indebolimento delle attività manifatturiere, le tensioni commerciali e geopolitiche. Infine per il nostro Paese si prevede una crescita zero nel 2019 e solo un +0,5% nel 2020, stime che rappresentano la peggiore economia, non solo dell’area euro, ma anche dei Paesi avanzati.