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LA SETTIMANA FINANZIARIA IN PILLOLE

La scorsa settimana è stata caratterizzata da dati macroeconomici negativi.

A spaventare i mercati a inizio settimana sono stati i dati arrivati dagli Stati Uniti, con le attività manifatturiere del Paese che hanno registrato i dati peggiori dell’ultimo decennio, e quelle dei servizi, con la crescita più lenta degli ultimi tre anni. Al termine della settimana Wall Street si è poi ripresa grazie ai dati sulla disoccupazione. E’ noto che gli Usa, essendo una delle locomotive della crescita globale, influenza i mercati e quando arrivano dati negativi dalla loro economia inevitabilmente condizionano tutte le altre Borse.

A sostenere le Borse anche le Banche centrali e in particolare le voci di un probabile taglio dei tassi d’interesse, già da questo mese, da parte della FED.

Tema dazi. Tra Cina e Usa ci sono stati dei passi in avanti per trovare un accordo ed evitare che la guerra, la quale pesa come un macigno sull’economia globale, s’intensifichi. In settimana  smentite anche le notizie che volevano gli Usa bloccare tutte le quotazioni di aziende cinesi sul listino di New York. In Europa i dazi che gli Stati Uniti hanno fatto scattare su una serie d’importazioni di beni del vecchio continente sono, nel complesso, meno pesanti di quanto previsto.

Come sempre tra i settori che hanno sofferto maggiormente i timori sulla crescita economica globale c’è quello automobilistico, in particolare con i dati degli Usa dove molte Big che hanno riportato dati di vendite  sotto le attese. Male anche le società legate alle materie prime complice il tracollo del prezzo del greggio.