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TASSI SOTTO ZERO

Il mercato dei titoli di Stato è in una fase di primati negativi.

Il 15 agosto  scorso il rendimento dei Bond Usa trentennali ha aggiornato il proprio minimo storico poco sopra l’1,9% mentre il 21 agosto, per la prima volta, il tasso dei Bund trentennali è sceso sotto zero in fase di collocamento, segnando -0,11% e portando così l’intera curva dei rendimenti del debito tedesco in negativo.

I risultati dell’asta del Bund trentennale, sulla carta, si possono considerare deludenti dato che sono stati collocati titoli per 824 milioni a fronte di un’offerta di due miliardi. Ma se riflettiamo si tratta comunque di un risultato significativo, se si considera che gli investitori sapevano già da qualche giorno che la cedola era stata fissata a zero.

Se un investitore decide di acquistare un titolo di Stato con rendimento negativo significa, solitamente, che il suo sentiment di fiducia è peggiorato a tal punto che  è disposto a pagare per parcheggiare il proprio denaro in attività che ritiene sicure. I Bund sono considerati uno degli investimenti piu’ sicuri del mondo e quindi la richiesta di beni rifugio appare legata ai timori di una recessione globale innescata dalla guerra dei dazi tra Cina e Usa e dai deludenti dati sull’economia globale.

Inoltre gli investitori, evidentemente,  esprimono anche l’aspettativa di un ulteriore allentamento della politica monetaria delle principali Banche Centrali. E’ evidente infatti che se i tassi in Europa scenderanno ancora, gli investitori prevedono di incassare una differenza anche rivendendo un titolo acquistato con un rendimento negativo.

Non dimentichiamoci poi che la Bce appare orientata a lanciare un nuovo QE ovvero un programma di acquisti di titoli di Stato dei Paesi dell’Eurozona. Proviamo quindi ad immaginare un scenario con un nuovo QE che avrà nel Bund il primo beneficiario, la domanda salirà e i prezzi con essa, e i rendimenti di conseguenza scenderanno ancora. Un mercato con una Bce che si potrebbe trovare ipoteticamente senza abbastanza debito tedesco da comprare, ipotesi che anche in passato ha spinto gli investitori a puntare anche sulle scadenze più remote.