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La settimana finanziaria in pillole.

Continuano a influenzare i mercati finanziari internazionali le tensioni tra Usa e Cina. L’ultima reazione Cinese alle continue minacce del Presidente Usa, con l’introduzione di nuovi dazi su un complessivo ammontare di importazioni americane pari a 75 miliardi di dollari, sembra allontanare una tregua tra i due paesi.

Del resto Trump continua la sua strategia di attacco nei confronti della Cina, ma non solo, anche al capo della Fed, criticato perché ritiene che «la Fed non ha fatto niente, come al solito» o  «Chi è il nostro più grande nemico, Powell o Xi?». Un dubbio che per Trump rappresenta la principale “battaglia” da vincere quanto prima in ottica di futuro mandato.

Nel Vecchio continente le tensioni sono invece di natura politica e finanziaria.

Tensioni politiche in Italia, impegnata nella propria crisi di governo e con il tanto atteso esito delle consultazioni che avverrà nelle prossime ore. Le tensioni finanziarie arrivano invece dalla Germania che vede penalizzare ulteriormente il proprio primato con il collocamento del nuovo titolo di Stato a 30 anni il quale non è stato apprezzato dal mercato (869 milioni di euro di richieste rispetto ai 2 miliardi offerti). Il fattore evidentemente che ha influenzato questa emissione è il rendimento (-0,11%): per la prima volta negativo.

Probabilmente fino al termine dell’anno le numerose incognite commerciali, politiche e finanziarie porteranno ulteriore instabilità finanziaria e volatilità nei mercati.