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La settimana finanziaria in pillole.

La guerra dei dazi tra gli Stati Uniti e la Cina continua a creare problemi per l’economia globale e di conseguenza per i mercati finanziari. A questo si aggiungono alcuni dati che segnalano un rallentamento delle principali aree geografiche, nonostante l’impegno delle banche centrali per evitare il peggio.

La produzione industriale cinese di luglio è cresciuta  “solo” del 4,8% (6,3% a giugno), la cifra più bassa degli ultimi diciassette anni. Dalla Germania sono usciti dati macro preoccupanti con l’indice di fiducia degli investitori istituzionali nei confronti dello stato di salute dell’economia della Germania sceso ad agosto a -44,1 punti (valore più basso dal dicembre 2011) e dal -24,5 di luglio. Negli Stati Uniti sono peggiorate le previsioni di crescita per l’economia Usa quest’anno a causa di un impatto più grande di quanto preventivato dai recenti sviluppi della guerra commerciale lanciata da Donald Trump contro Pechino.

Altro segnale di attenzione arriva dall’andamento dei rendimenti sui bond che negli Usa, per la prima volta dal 2007, ha visto l’inversione della curva dei rendimenti tra titoli di Stato a 10 e a 2 anni, con la scadenza più breve al di sopra dell’1,6% e quella più lontana al di sotto di questa soglia. Nelle ultime 7 recessioni l’inversione della curva per le scadenze 2 e 10 anni ha sempre funzionato come segnale anticipatore di un’entrata in una fase di diminuzione del Pil.

Naturalmente in questo quadro economico il comparto bancario è tra quelli che sta soffrendo maggiormente per le prospettive di un rallentamento della crescita economica, già costretto a convivere da tempo con i tassi bassi, una condizione che non favorisce certo la produttività delle banche.

I mercati attendono quindi con fiducia le prossime riunioni delle banche centrali, quella della Bce il 12 settembre e quella della Fed il 17 e 18 settembre con le speranza di ulteriori interventi aggressivi di riduzione del costo del denaro, soprattutto da parte della banca americana. Infine si registra un rinnovato interesse sull’oro, che dopo una prolungata fase di lateralità ha voltato con decisione la strada del rialzo.