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La settimana Finanziaria in Pillole

La Fed ha deciso di tagliare i tassi di interesse per la prima volta dal 2008. Powell ha sottolineato che non si tratta di un inizio di un ciclo anche se altri tagli potrebbero comunque arrivare. La misura è stata programmata per sostenere l’economica in previsione di una debole crescita globale e dell’incertezza della politica commerciale.

In Europa è arrivata la conferma che i tassi resteranno ai livelli minimi per un lungo periodo e non è escluso che scenderanno ulteriormente. La BCE è pronta a mettere in campo altre misure di stimolo, compreso un nuovo QE per rimettere in moto l’inflazione europea, ancora troppo bassa.

Continua la guerra commerciale tra Washington e Pechino, dopo piccoli passi in avanti che lasciavano filtrare un timido ottimismo, è ritornata la tensione dopo la pronta risposta della Cina alle nuove minacce di Trump. Appuntamento negli Stati Uniti a settembre per il prossimo round di trattative ma nel frattempo è tornata la volatilità nei mercati. 

La sterlina britannica ha ceduto in un mese il 4%, tra le principali cause l’insediamento del nuovo primo ministro Boris Johnson, convinto euroscettico e possibilista su una uscita del Regno Unito dall’Ue senza accordo, ipotesi che potrebbe essere molto grave per l’economia britannica.

Infine, per salvaguardare il prezzo del greggio, i Paesi dell’Opec hanno concordato una proroga di altri nove mesi sul taglio della produzione di petrolio.