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Azioni o Obbligazioni?

E’ vero investire in azioni fa ancora paura a molti.

In particolare agli italiani, abituati da sempre a puntare quasi esclusivamente sui titoli di Stato per ottenere dei buoni rendimenti.

Ma i tempi sono cambiati e la situazione ora è decisamente diversa. La crisi economica e la bassa inflazione, ha imposto una politica monetaria espansiva alla Bce, costretta ad iniettare il mercato di liquidità.

Questo ha determinato dei rendimenti obbligazionari ai minimi storici anche per i nostri Titoli di Stato, esemplare il caso del BTP “matusalemme” che scade nel 2067 (BTP 2,8% 01/03/2067, prezzo 100,36, Isin IT0005217390) che non arriva a rendere più del 2,5% netto annuo.

In questa situazione è quasi necessario destinare una parte del portafoglio (da stabilire) in azioni.

Si deve però imparare ad avere pazienza, i dividendi rappresentano le tue cedole, non hai rimborso a scadenza e il tuo rendimento complessivo è determinato anche dall’andamento del prezzo del titolo.

Ma se hai la possibilità di aspettare e la capacità di sopportare qualche scossone, con gli anni i risultati che puoi ottenere con le azioni sono nettamente superiori a quelli delle obbligazioni.

Puoi investire in una singola azione, ma ai rischi di mercato aggiungi i rischi legati alle notizie sulla società su cui hai puntato, chiamato rischio specifico.

In alternativa per esempio puoi investire su indici che riassumono l’andamento di Borse e che, in pratica, si possono più o meno replicare con gli strumenti del risparmio gestito come i fondi e gli ETF.

Puoi entrare in una unica soluzione o decidere di entrare con un piano programmato.

Le soluzioni e le strategie come vedi per gestire il rischio sono diverse, unico aspetto però dal quale non si può prescindere è il fattore tempo.