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La risposta Cinese al Nasdaq

Ha fatto notizia l’avvio delle contrattazioni sullo Star Market di Shanghai.

Il nuovo mercato del Dragone, dedicato alle eccellenze nel campo della scienza e della tecnologia, che vuole essere la risposta cinese al Nasdaq.

La speranza è che la nascita di questo nuovo mercato favorisca gli investimenti nell’hi-tech domestico e spinga le aziende a puntare sulla quotazione all’interno dei confini nazionali.

Oltre 140 le aziende pronte ad entrare sul listino e le 25 aziende presenti al debutto hanno raccolto 37 miliardi di yuan, pari a circa 4,8 miliardi di euro.

Il primo giorno di scambi nello Star Market ha registrato rialzi impressionanti, fino al +520% con un dato medio al 140%.

Oscillazioni che non rappresentano una novità per i listini Cinesi dato che le borse di Shanghai e Shenzhen nel primo giorno di scambi permettono rialzi fino a 44% mentre nelle sedute successive è limitato al 10 per cento.

Qualche novità sul listino:

Sullo Star Market non ci sono limiti nei primi cinque giorni e non ci sono limiti al rapporto prezzo/utili.

I guadagni del primo giorno di Star Market arrivano nonostante le regole volte a limitare l’influenza degli investitori al dettaglio, che in Cina rappresentano circa l’80% del fatturato alla Borsa di Shangai. Lo Star Market infatti è accessibile agli investitori che hanno un saldo del conto di almeno Rmb 500,000 vale a dire circa 73.000 $ e con due anni di storia di trading.

 “Come ci aspettavano, i prezzi hanno registrato rialzi folli”, ha dichiarato Stephen Huang, vice presidente dello Shanghai See Truth Investment Management. “Si tratta di buone società, ma le valutazioni sono eccessive. Comprare ora non ha senso”.